Consapevolezza Somatica Feldenkrais
Mindfulness BodyMind Experience

Delicati e gentili movimenti funzionali e presenza mentale per creare un’esperienza unica di benessere globale e miglioramento.

Immagina, attraverso un movimento minimale, di divenire consapevole di cosa sta accadendo all’interno, mentre guidato dalla voce, la mente porta l’attenzione a come progressivamente si espandono le sensazioni e si allargano a tutto il corpo. Nella lentezza e dolcezza del movimento, ascolti la ricerca di una organizzazione migliore.
Così il pensiero si traduce in azione.

Questa mindfulness permette, come testimoniato da studi delle neuroscienze,  modifiche sia funzionali che strutturali nella regolazione delle emozioni, interessando diverse aree che vanno dalle capacità attentive al benessere psicologico  (Wheeler et al., 2017).

Controllo, empowerment, riduzione dello stress, autoregolazione, autoefficacia, resilienza.

“Penso che l’unità mente e corpo sia una realtà oggettiva. Non sono solo parti in qualche modo collegate una all’altra, ma diventano un tutto inseparabile quando sono in funzione. Un cervello senza corpo non potrebbe pensare. I muscoli stessi sono parte integrante delle nostre funzioni più elevate”.
(Moshe Feldenkrais 1964)

Sequenze di movimento svolte a terra o su una sedia, fluide e adattabili, lontane da ripetizioni meccaniche.
Esercizi di attenzione diretta all’ascolto del respiro, percezione degli allineamenti, regolazione posturale.

Stimoli cognitivi per l’orientamento spaziale e la percezione interna, la capacità di sentire e monitorare le sensazioni provenienti dal proprio corpo: tensioni muscolari, allineamenti articolari, flusso del respiro e stato emotivo. 

Pause di auto-osservazione
Interruzioni durante la sequenza per «sentire» come cambia il corpo prima di riprendere il movimento per evolverlo.

mantova postura mindfulness somatica

Il ritrovo è il giovedì alle 18.00 nella sala di Fondo Mincio, nella meravigliosa cornice della Valle del Mincio.

Chiunque volesse potrà venire a fare lezioni di prova gratuite contattando Nicola (328 4639747)

La mente comunica al corpo ed il corpo alla mente.

Sdraiati comodamente su un apposito lettino, con il tocco gentile dell’insegnante, arrivano informazioni somatiche sensoriali che portano consapevolezza dell’organizzazione del tuo corpo, e la mente potrà identificare quali tensioni abbandonare.
Eliminando ciò che interferisce con il benessere, mente e corpo saranno liberi di modificare e migliorare l’organizzazione per creare posture più efficaci e funzionali, portando un tono edonico positivo ed una sensazione di serenità, leggerezza, equilibrio.

Mindfulness non verbale, tocco, gentilezza, rispetto.

Dopo l’incontro, sia collettivo, sia individuale, la mente continuerà a ricevere informazioni ed elaborare le nuove percezioni arrivate, modificando il modo di muoverti e ricercando un nuovo assetto posturale più efficace ed efficiente: il modo più naturale e spontaneo di eliminare le tensioni che causano dolori e stress.

Leggerezza, benessere, serenità, resilienza...

RIFLESSIONE SULLA POSTURA

Cos’è la postura? 

L’enciclopedia Treccani la definisce come “L’atteggiamento abituale di un individuo determinato dalla contrazione di gruppi di muscoli scheletrici che si oppongono alla gravità. […]”

Niente di più tecnico. Se dipendesse dalla gravità, una volta coricati non ci sarebbe più motivo di opporsi conservando le tensioni.

A me piace invece considerare la postura come l’espressione di sé stessi in risposta alle condizioni psicosociali.
Uno, nessuno, centomila. Un adattamento pirandelliano fatto di situazioni, emozioni, risposte comportamentali, innanzi a chi e cosa abbiamo di fronte.
Pensate all’attore: quante posture riesce a fare proprie a seconda dell’interpretazione di un ruolo?

Penso a quante volte una persona emotivamente chiusa, impaurita, si è distesa sul mio lettino Feldenkrais ponendosi con le mani sopra di sé, i piedi dritti verso il soffitto, una rigidità che non si arrende alla forza di gravità. Pensate che il lavoro più grande sia ‘trattare’ i muscoli?
Oppure a quelli che si sono ‘spalmati’ sul lettino abbandonandosi totalmente ad una spontanea configurazione di apertura: un genere difficile. Solitamente sono gli sportivi che hanno dolore a qualche cosa semplicemente perché non possiedono l’organizzazione consapevole del gesto tecnico, qualche parte nella sequenza biomeccanica che ‘salta’ il proprio ruolo scaricando il lavoro su un’altra parte.
Ancora, pensate che il lavoro più grande sia ‘trattare’ i muscoli?

Poche righe, per una riflessione sulla postura che aprono un mondo di nuove considerazioni sulle contrazioni di un gruppo di muscoli scheletrici che vorrebbero semplicemente opporsi alla forza di gravità.